giovedì, 11 ottobre 2007, ore 10:15

Di recente è stata fatta una scoperta interessante, ma a tutt’oggi segreta per l’opinione pubblica, in un laboratorio tecno-biologico dello Utah. La notizia è trapelata grazie al racconto di due giovani giornaliste italocubane che si trovavano in quella zona per fare dei servizi di cronaca rosa.

In sintesi, si tratterebbe della fabbricazione di una piccola lente morbida, che va inserita nell’occhio di una persona interessata a non perdere mai di vista il proprio partner, un rivale, o un amore impossibile. Ovviamente questa lente è impercettibile per chi la porta e può essere rimossa anche dopo anni senza creare alcun danno oculare.

Una volta attivato un congegno a distanza, il soggetto X può creare una rete di "comunicazione aereo-interattiva" con un altro individuo Y attraverso due modalità:
1) Nascosta. Se X vuole pedinare Y come un segugio, dovrà trovare qualche escamotage per introdurre la piastrina nell’occhio di Y o applicarla su una delle lenti di un paio d’occhiali che vengono indossati quotidianamente.
2) Evidente. Se X e Y sono concordi e vogliono stare sempre vicini, entrambi porteranno la lente e sarà loro premura attivarla o disattivarla a seconda delle esigenze.

E’ stato fatto anche un esperimento reale coinvolgendo un soggetto X (donna italiana, età 30 anni, fascia media) che si è offerto come cavia. Questa ha scelto la modalità nascosta e i risultati che emergono sono di grande soddisfazione per l’equipe americana e per la donna stessa che ha raggiunto il suo obiettivo. Infatti, da circa sei mesi, X conosce ogni spostamento di Y, potendogli così stare sempre appiccicata come un “collante umano”.

Non siamo in grado tuttavia di sapere quando e se mai verrà messo in commercio il suddetto strumento. Probabilmente si pensa prima ad un utilizzo bellico.

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lunedì, 08 ottobre 2007, ore 13:08

Dopo un viaggio con la sua famiglia nella Malesia occidentale, abitata da una tribù di Pigmei, la magnate della gastronomia anglo-africana, Virginia Branson, decise di importare nel suo paese d’origine una cucina particolare non per la scelta degli ingredienti, ma per la presentazione delle pietanze.
In onore a questo popolo alle soglie dell’estinzione, la Branson aprì una catena di ristoranti i cui  menù riportavano piatti quali spaghetti con astice, tagliata di vitella in salsa agrodolce, hamburger affogati nelle mele, soufflè di cioccolato…tutto in versione micro.

La sorpresa dei clienti era grande dinanzi a tali delizie presentate su piatti spaziosi e colorati in porzioni ridotte (più di quelle che si possono trovare nella raffinata nouvelle cousine).
Grande fu il successo ottenuto e sperato, poiché spesso veniva ordinata più di una porzione per il medesimo piatto, il che favoriva una crescita delle entrate nelle casse dei ristoranti ed un limitato acquisto degli ingredienti utilizzati in cucina.

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mercoledì, 26 settembre 2007, ore 12:43

Quando in Russia si sviluppa la servitù della gleba (1600) lo zar Boris Godunov decide di limitare la libertà di movimento dei contadini. Questa situazione crea malcontento tra la popolazione: c’è chi cerca di fuggire, chi si mobilita per organizzare una rivolta, e c’è chi invece dà libero sfogo al proprio estro sia per ironizzare sulla figura dello zar che per aprirsi una nuova strada nel mondo degli artisti sovietici, cui era permesso viaggiare in tutto il Paese.

Nikolaj Lavrov è un modesto fattore della provincia di Tula, a sud di Mosca. Da sempre appassionato di arti visive e figurative, comprende presto che unica via di fuga dal regime dello zar è quello di darsi allo spettacolo e ad altre forme di intrattenimento ludico. Lontano da impegni di lavoro, si dedica anima e cuore all’ideazione di un gioco bizzarro ma avvincente: lo schiacciafeci.

Ambientato negli ampi spazi delle fattorie sovietiche, il gioco consiste nel far calpestare a  malcapitati individui (denominati “schiacciafeci) del letame appositamente lasciato sul terreno, distraendoli con urla e schiamazzi. Il punteggio viene dato per ogni “liscio”- il piede sfiora l’ostacolo -  “salto” – viene evitato completamente il letame - o “schiaccio” che può essere pieno (quando il piede affonda del tutto nell’escremento) o misto (quando il piede schiaccia il guano ma senza immergersi).

Dapprima considerato volgare e di cattivo gusto, ben presto questa forma di simpatico passatempo conquista una gran parte di servi della gleba, allontanandoli dai problemi quotidiani. Sfortunatamente non permette al povero Nikolaj Lavrov di decollare verso gli ampi cieli del successo artistico sovietico.

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lunedì, 24 settembre 2007, ore 11:13

Nell’antico medioevo, veniva così chiamata la creatura che in alcune stagioni dell’anno si aggirava nei boschi della Bassa Germania. Bipede con connotazioni addolcite da lineamenti femminili, questa figura incuteva timore a tutti gli animali che si avvicinavano al suo territorio delimitato da un recinto fatto con ossa umane. Chiunque si faceva vedere nell’atto di scrutare, scavalcare o marcare con l’urina il terreno adiacente il recinto, veniva immediatamente cacciato con forza dalla creatura, a suon di grida disumane e lancio di pietre.

Nessun abitante del luogo è stato mai in grado di trovarlo ed ucciderlo.
Con il passare dei secoli della sua esistenza non se ne sa più nulla, ma la leggenda vuole che si sia reincarnato in una dolce fanciulla seducente, ma diabolica che abita ancora in quella zona.

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mercoledì, 12 settembre 2007, ore 23:44

Nella lontana Indonesia è stato brevettato da un ingegnere del luogo il “doppio letto”,  un letto che offre la possibilità di dormire sopra o sotto la rete, a seconda delle esigenze di chi lo acquista.

Perché dormire sotto la rete a contatto con il pavimento? L’ingegnere nell’ideare questo letto ha pensato che potesse ottimizzare lo spazio nelle case piccole e soffocanti dei quartieri poveri; inoltre i pavimenti delle case si riscaldano d’inverno e sono freschi d’estate: ciò consentirebbe anche a chi sceglie di dormire sotto, di stare al caldo o al fresco a seconda della stagione.

Come funziona? Chi dorme sotto, ovviamente si pone all’interno di una coperta fatta con materiale di sostegno che impedisce di cadere per terra e nello stesso tempo permette di muoversi durante il sonno. La coperta è termica, adatta per caldo e freddo.

Buonanotte e sogni d'oro... a chi sta sopra e a chi sta sotto!

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martedì, 11 settembre 2007, ore 10:05

Anche in Italia è possibile incontrare una rarità del mondo animale. Nato e attualmente presente nel Lazio, il “Tamagoci de’ noantri” è un tipico esempio di bipede dell'ordine degli Struthioniformes che, anche per via della sua incapacità di volare, risulta essere il più intelligente tra gli esseri animali.

Caratteristiche fisiche:
possiede una corporatura e delle proprietà esattamente rispondenti alle esigenze poste dall'ambiente entro il quale si trova a vivere. Corpo magro, collo longilineo, testa piccola, labbra sottili. Gli occhi sono incavati e più delle volte cupi, le orecchie mutano col tempo: dapprima a sventola, poi si raddrizzano normalmente.

Caratteristiche comportamentali:
Tra i suoi sensi, il più sviluppato è certamente quello del tatto. Ama tastare chiunque appartenga al genere femminile. Le variazioni psicologiche influiscono molto sul modo di interagire con i suoi simili e dissimili. Non sente la necessità di ampliare le sue conoscenze, ma si attacca come una zecca al soggetto più bello ed affascinante creando non pochi problemi a chi gli sta intorno.
Sa tuttavia essere dolce e passionale, ma non si limita a scatti d'ira quando intraprende furiose battaglie per conquistare e mantenere il suo territorio che comprende…tutto il pianeta Terra!

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domenica, 09 settembre 2007, ore 22:04

Forse non tutti sanno che la favola di Charles Perrault, Il gatto con gli stivali, ha avuto nel corso degli anni – siamo ai primi del 1700 – alcuni rifacimenti in Francia, Inghilterra e in Italia, in special modo in Sardegna sotto la monarchia di Vittorio Amedeo II.
Una delle favole rimaneggiate più bizzarre porta il titolo di “La pecora con gli stivali”, composta da un pastore sardo rimasto vedovo, con 2 figlie piccole ed un gregge da mantenere.

Stanco della vita solitaria, desideroso di trovare una donna che potesse amarlo come la moglie morta prematuramente, il pastore cercò nella scrittura una fuga dalla realtà, e cominciò a “favoleggiare” su personaggi, animali e persone che incontrava giorno dopo giorno.
Così nacque l’idea di scrivere “La pecora con gli stivali”. Protagonista una giovane pecora che per sedurre il suo padrone, di cui era follemente innamorata, aveva pensato di indossare degli stivaloni enormi per poter imparare a camminare come un essere umano e colpire la sua attenzione.
Dopo tante peripezie, grazie ad un  incantesimo, la pecora si trasforma in una vera donna e mette su famiglia con il suo pastore amato.

La favola non riscosse molto successo, ma c’è chi racconta che fu presa come modello per creare storie della letteratura sarda a sfondo erotico .

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venerdì, 07 settembre 2007, ore 13:29

Gioco rinascimentale inventato da un artista napoletano per sollevare gli animi dei nobili italiani ormai alle soglie della terza età.

Intorno ad un tavolo rotondo, si fanno sedere 6 nobiluomini che vengono bendati con pezzi di stoffa scura. Il tavolo è di legno massiccio ed è caratterizzato da 6 fori di grandezza media da cui è possibile far passare il braccio di una persona.
Al suo centro, viene fatta salire una prostituta dei quartieri bassi di Napoli. Dapprima, in una sala attigua a quella dove si svolge il gioco, i concorrenti hanno potuto conoscere, parlare ed apprezzare meglio il fascino della donna.

Alle spalle dei contendenti, un “notaro” (il nostro notaio di oggi) è incaricato di formulare 10 domande a ciascuno di essi. Per ogni risposta giusta, la prostituta ha il compito di inserire il proprio braccio all’interno del foro in corrispondenza del vincitore – tra il mormorio dei perdenti che esclamano ad alta voce “Magari toccasse  a me” - ed effettuare un rapido movimento che lo porta ad avere un orgasmo…a occhi chiusi!

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mercoledì, 05 settembre 2007, ore 10:48

Questa storia risale alla fine del 1800, durante la guerra tra le truppe del Generale Custer e gli indiani Sioux capitanati da Toro Seduto.
Nelle numerose lettere che il Generale scrisse come diario degli avvenimenti in corso, viene riportato anche un simpatico episodio che contribuì a qualche vittoria su territorio nemico.

Era stato da poco arruolato nell’esercito un giovane americano di origini tedesche, Bud Weiser.
Poco amante delle armi da fuoco, Bud sin da bambino si divertiva a giocare coi suoi amici di scuola al “gioco del laccetto”. Questo consisteva nell’afferrare un laccetto (tipo: portachiavi che si mette al collo) con un piccolo cuneo di metallo all’estremità, farlo roteare sulla propria testa e lanciarlo più lontano possibile, proprio come un lancio del giavellotto in formato ridotto.
Bud suggerì a Custer di adottare la tecnica del laccetto ai fini di un forte risparmio sull’uso delle munizioni, che scarseggiavano di giorno in giorno.

Dopo un confronto con i suoi subalterni, Custer accettò il consiglio del giovane, cui affidò il compito di organizzare e trovare il materiale per costruire l’arma (subito denominata “laccetto di Bud”).  Questa fu utilizzata tuttavia solo nelle piccole incursioni che venivano fatte ai danni di accampamenti Sioux incontrati nei dintorni e lungo il tragitto verso  Fort Lincoln.



In verità... Le lettere del Generale Custer

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lunedì, 03 settembre 2007, ore 08:37

A 10 km da Sittwe, capitale dello stato birmano Rakhine, c’è una città dove è stata recentemente approvata una singolare iniziativa da parte dei vertici amministrativi.

Presso gli incroci stradali, sono stati installati dei “semafori sonori” - sounding traffic lights  - collegati  ad una centrale multimediale che si occupa della gestione ed emissione computerizzata dei differenti suoni che regolano il traffico.

Come funzionano? La struttura è caratterizzata da una colonnina su cui sono fissate tre casse audio colorate di rosso, giallo e verde. Una piccola fotocellula è collegata attraverso il satellite alla centrale e, proprio come il semaforo originale, per ogni segnalazione viene emesso un suono differente. L’ostacolo più grande - superato dopo referendum locali e riunioni tra le diverse autorità comunali - è stato quello di scegliere i suoni da abbinare ad ogni cassa. I cittadini, attraverso una capillare comunicazione, sono stati preventivamente informati della particolare innovazione che avrebbero trovato una volta…saliti in auto!


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